Profili di donne di Luigi Capuana in diretta Facebook

Giovedì 13 maggio, alle ore 18:30, sulla pagina Facebook di Polidoro editore, io e Giulia Ciarapica (che ha curato la prefazione), presentiamo “Profili di donne” di Luigi Capuana, uscito l’11 maggio in libreria.

Luigi Capuana sostiene che talvolta tra il nome di una persona e la persona stessa ci sia una misteriosa relazione, tanto “da sembrare che quella non avrebbe potuto chiamarsi altrimenti”. Le sei novelle contenute in “Profili di donne”, hanno il nome di una donna: Delfina, Giulia, Fasma, Ebe, Iela e Cecilia. Donne che riappaiono nella memoria della voce narrante, un uomo, mettendogli “il cuore sottosopra”, una memoria che solitamente è incapace di ricordare i luoghi e le fisionomie, ma quando rivede la donna, alla quale la prima volta aveva prestato poca attenzione, chissà perchè gli torna alla mente e non come debole ricordo, ma cinque anni dopo le sensazioni vissute sono “rese più appariscenti”.

Nell’uomo tornano a rivivere le passioni, i desideri, la gioia: “gli atteggiamenti, i vestiti, la voce, il sorriso mi ritornava alla memoria netti, precisi”.
Non solo. Basta sentir echeggiare il suono delle loro voci a sconvolgerlo, “espressione più immediata dell’anima”; uno scambio di sguardi per esser certo che “ci si guarda, per la prima volta, come se ci si fosse conosciuti non si sa dove, nè quando”. È la loro apparizione fugace a permeare i loro corpi desiderati, sfuggenti, ritratti, nascosti, a far sentire l’uomo, Capuana forse, trascinato da loro come legato ad una catena invisibile, ma possente?”. Quello che è certo è che l’uomo anche stando semplicementi vicino a loro, perde “il senso della realtà e delle convenienze sociali”, quei ricordi lontani e recenti, “di grandiose speranze, di desideri ardentissimi, di dolcezze, di possessi, di dolori, di smanie, di disperazioni quanto aveva insomma influito più che ogni altra cosa sulla mia vita e modificato l’anima e il cuore con indelebile stampo”. Sono donne che hanno saputo riempire il suo cuore di trepidante gioia, ma che, allo stesso tempo, agitano l’anima perchè un mondo di ricordi è pronto a tornare a galla. Ecco che il mistero è fonte di attrazione, le donne di Capuna hanno un passato che le rapisce: “noi siamo avviluppati dal mistero. Non viviamo in questo momento fuori dal mondo?”, non sono da meno le sue donne, che paiono assorte al sopraggiungere di un ricordo, tanto che i loro occhi “pareva guardassero senza vedere”. Spesso è un passato che fa male, che impedisce loro di godere di quella piccola felicità inaspettata: “i nostri dolori veri non li diciamo a nessuno. Il meglio che possiamo fare è tentare di dimenticarli”. Per questo Fasma si impunta affinchè nessuno dei due (lei e l’uomo incontrato per la prima volta) chieda all’altro indicazioni sul reciproco passato, “dovremmo prenderci per quel che si apparisce, due piovuti dalle nuvole”.

Luigi Capuana

Alla fine l’uomo se ne convince: la felicità non consiste nel possesso, ma “nel correre dietro un fantasma”, quello che le sue donne finiscono per essere, “che semplicemente ci fugge di mano”, ciò che gli consegnano i suoi fantasmi sono: l’emozione che si perpetua nel tempo, che lascia aperta la possibilità di incontrasi nuovamente, mettersi alla prova, sentire nel cuore “quel profondo rimescolarsi della vita”.
Per Delfina, la sua è una storia breve, triste e semplicissima, ma è tutta la sua vita, quella che chiude nel suo cuore, chiedendo di non essere giudicata. Per questo, per le sei donne è meglio tacere, non sperare oltre, dileguarsi senza rivelare il proprio nome. Un’apparizione fugace che lascia nel cuore una traccia indelebile. Le donne di Luigi Capuana sono sei donne che scompaiono, si prendono gioco del narratore, si avvicinano pericolosamente alla sua anima. Ognuna di loro possiede caratteristiche diverse dolci, melodiose, maliziose, misteriose, effimere e disperate. Donne fragili e determinate, allo stesso tempo, pronte a concedere tutto: corpo e anima, vita e felicità, senza risparmiarsi, pronte a fuggire anche da se stesse, se fosse il caso; infine, confessa il narratore, “destinate a rimescolarsi nella memoria”. Forse Luigi Capuana ha scelto di raccontare sei volti di un’unica donna, quella che torna a popolare, sempre, i suoi sogni, malgrado la fuggevolezza della memoria.


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